Per scrivere questo articolo parto da un precedente post che ho pubblicato e che ha sollecitato interesse. Parlavo della libertà.
Cos’è esattamente la libertà?
Fare tutto ciò che si vuole? Comprare tutto ciò che si desidera? Dire tutto quello che passa per la testa? Andare ovunque mi piaccia? Decidere cosa è giusto o sbagliato per tutti?
Bramiamo la libertà ma credo che in tanti non si siano mai fermati a pensare che cosa significa veramente essere liberi. A tutti i pro e i contro nell’essere veramente liberi.
Un’altra domanda da porsi è chiedere se la libertà è illimitata e sconfinata. Come ci pensiamo a vivere nella libertà?
Il fatto è che percepiamo quando ci tolgono la libertà, quindi, prendiamo coscienza solo della sua assenza, quando qualcuno o qualcosa ci impone di vivere un’esperienza che non vogliamo fare.
Jean-Paul Sartre, ci aiuta a comprendere meglio questo concetto, a cui vorrei farvi avvicinare, con le parole dette in occasione della conferenza del 1945, pubblicata come “L’existentialisme est un humanisme”.
Sartre evidenzia che “L’uomo è condannato a essere libero.”
E aggiunge: “Condannato, perché non si è creato da solo, e tuttavia libero, perché una volta gettato nel mondo è responsabile di tutto ciò che fa.”
Per Sartre la libertà è una responsabilità radicale, e sintetizza il concetto nella libertà di scegliere. Non possiamo sottrarci alla scelta. Anche non scegliere è una scelta.
Afferma che questa condizione è “condanna”, perché non possiamo delegare ad altri, né a Dio, né alla natura, né al destino, la responsabilità del nostro essere.
In un certo senso è ciò che penso anche io.
Essere liberi alla fine è come avere un superpotere, e Spiderman ci insegna: “da un grande potere derivano grandi responsabilità”.
Quindi, a tutti voi che bramate di essere liberi:
Come immaginate che sia essere liberi?
E a chi pensa di aver ingannato il sistema e crede di essere liberi:
Come la vivete veramente questa libertà? Siete consapevoli della responsabilità che avete o ve ne fregate e pensate solo a voi stessi?
E alla fine di questa mia confidenza, esposta in forma di articolo, vi sentite ancora davvero liberi?
Concludo citando alcuni grandi Anime, che hanno lottato per la libertà, e hanno studiato l’essere umano nelle profondità, come Mandela, che ci ricorda che“Essere liberi non significa soltanto sbarazzarsi delle proprie catene, ma vivere rispettando e promuovendo la libertà degli altri.”
Ognuno di noi, ogni essere umano, ha le proprie verità, tutte valide dal punto di vista dell’Anima, che ha un suo percorso di evoluzione a cui ognuno individualmente è chiamato a rispettare.
Infatti Osho ci ricorda che “La vera libertà inizia quando smetti di cercare di essere qualcun altro.”
Potrei citarne altri, tutti i grandi mistici e pensatori si sono soffermati a chiedersi cosa significa essere liberi. Non mi paragono a loro, ne prendo però ispirazione e considero la libertà un cancello aperto, che varcherò quando mi sentirò pronta, consapevole che non è mai stato chiuso e se anche lo fosse, mi è stata affidata la chiave che lo apre.
La chiave è la consapevolezza.
E’ un po’ come giocare a un gioco di società. Se sai le regole e sai giocare bene, te la cavi e potresti anche vincere. Se sbagli qualcosa, puoi sempre ricominciare la partite, magari imparando dall’errore di valutazione… questa è la libertà per me. Sapere a cosa sto giocando e con chi sto giocando, conoscendo i miei avversi e i miei alleati, gli amici, i confidenti e sapendo discernere gli eventi. Ma soprattutto, è fondamentale, conoscere sé stessi, nella nostra vera autenticità, senza veli, senza parastinchi.
“Chi guarda fuori sogna; chi guarda dentro si sveglia.” Carl Gustav Jung
Foto in copertina di Serena Tracchi
Testo a cura di Serena Tracchi
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